Auto, moto, bici, monopattini: ecco le vere regole per gli spostamenti nella Fase 2

Notizia

Obbligo di mascherina, distanziamento anche nell’abitacolo, annunci di più piste ciclabili e liberalizzazione dei micromezzi elettrici. Ecco che cosa c’è di vero.

È vero che ora si deve portare la mascherina anche in auto, in moto o in bici? E che si può avere come passeggero solo un convivente? Monopattini e bici elettrici sono davvero il mezzo per superare tutte le difficoltà di mobilità della fase 2 e, ancor più, di quelle successive? Quali sono le sanzioni? Non ci sono norme esplicite e le interpretazioni fioriscono. Cerchiamo di fare chiarezza.

Con l’allentamento del lockdown (Dpcm 26 aprile, in vigore da lunedì 4 maggio, probabilmente fino a domenica 17 maggio), di fatto molte più persone hanno la possibilità di uscire di casa con un giustificato motivo. Ma il Dpcm ha dettato in modo diretto solo regole per chi prende i mezzi pubblici.

Solo che molti, per evitare rischi di contagio e lunghe attese legate alla diminuzione della capienza dei mezzi necessaria per distanziare le persone, usano mezzi privati: auto, moto, bici e gli altri strumenti di micromobilità elettrica che tanto si erano affermati già negli ultimi due anni. Per capire come usare i mezzi privati, occorre fare una specie di collage normativo.

Le norme
Il Dpcm 26 aprile, all’articolo 3, impone l’uso della mascherina non solo nei luoghi chiusi accessibili al pubblico (mezzi pubblici compresi), ma anche in tutte quelle situazioni in cui non si riesce a mantenere la distanza di almeno un metro fra due persone. La norma non prevede esclusioni per i mezzi di trasporto: esenta solo i bambini sotto i sei anni e i soggetti con disabilità «incompatibili con l’uso continuativo della mascherina» e i loro accompagnatori.

Maggiori dettagli sono contenuti nell’allegato 9 al Dpcm, che sostanzialmente indica come mantenere la distanza interpersonale a bordo dei mezzi pubblici: un capitolo riguarda i mezzi pubblici non di linea, cioè taxi e Ncc, che si svolgono con auto e pulmini uguali a quelli usati normalmente dai privati cittadini. Quindi sono indicazioni che, a parte alcuni elementi incompatibili, possono essere tenute come riferimento pratico anche quando ci si muove con mezzi propri.

La parte dell’allegato 9 che si potrebbe ritenere di riferimento anche per chi viaggia con l’auto privata vieta ai passeggeri di sedere su sedili contigui. In altre parole impone di mantenere libero il posto centrale di ciascuna fila di sedili, salvo che su una fila ci sia un solo passeggero. Che può mettersi anche sul sedile centrale, a patto che ci sia almeno un metro di distanza dal conducente o da un altro passeggero seduto avanti o dietro.

Quanto agli spostamenti in bici, l’articolo 1 del Dpcm consente di «svolgere individualmente, ovvero con accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti, attività sportiva o attività motoria, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attivita’ sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *