WHATS…APPERO’! – Un messaggio della Comunita’ Albanese di Legnano

comunita' albanese legnano

Riceviamo e pubblichiamo una mail di Aleks Vulaj, membro della Comunita’ Albanese di Legnano, che vuole condividere anche con i lettori di settenews.it un importante messaggio di fede e fratellanza:
“Tutti o quasi conosciamo don Antonio Giovannini con la sua lunga esperienza in Albania e il lavoro che sta facendo qui a Legnano non solo con la comunità albanese. Il gruppo che cerca in qualche modo di collaborare per il bene di questa comunità si allarga sempre di più, grazie a Dio. Per questo motivo ci sembrava giusto, ogni tanto, portare anche delle piccole testimonianze delle esperienze che viviamo o anche delle difficoltà che incontriamo nel nostro cammino. Vi proponiamo la storia di Francesco, uno dei ragazzi attivisti nella comunità locale, il cui desiderio per quest’anno e’ quello di poter incontrare il Santo Padre, Papa Francesco per raccontargli la sua testimonianza di fede maturata tra i due paesi: Italia e Albania. Chissa’ se riusciremo ad avverarlo…
Francesco Kolnikaj ha 27 anni ed è arrivato a Legnano 11 anni fa: ha sempre lavorato ed attualmente è un imprenditore edile conosciuto e apprezzato in citta’: deve la sua integrazione alla scuola di Babele, di cui oggi e’ anche consigliere, e a quella di Pinocchio, mentre all’oratorio di San Domenico, ha trovato terreno fertile per entrare a far parte viva e attiva della comunità legnanese. Nella parrocchia ha conosciuto persone davvero disponibili alla solidarietà. Come dichiarato alla testata giornalistica legnanonews.com, il pensiero di Francesco, adesso, corre soprattutto ad amicizie che definisce “vere ed esemplari”. Quella della famiglia Monaco e dei coniugi Norberto Albertalli e Maura Grampa, ad esempio: “Ho conosciuto Norberto al bar dei Capitani che frequentiamo al mattino, prima di iniziare la giornata lavorativa – ha confidato Francesco al direttore Marco Taje’ – . “Parliamo di calcio e di politica. Siamo entrati in sintonia perfetta. Io non ho mai vergogna a suonare il citofono di casa sua, perchè non mi chiede se ho bisogno qualcosa, ma mi invita subito a salire in casa. In questi giorni, mi ha regalato un volume sulla storia di Legnano. Mi ha anche scritto un dedica! Ecco, persone così di spessore sociale, ma anche umano, rendono Legnano una città aperta, una città dove l’accoglienza non è solo un principio, ma una realtà vera”.

print